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Giovani e cooperazione: un futuro da costruire insieme - Ottobre 2025

La cooperazione trentina affonda le sue radici nelle Giudicarie, con don Lorenzo Guetti che a fine Ottocento seppe intuire quanto fosse importante unire le forze per garantire lavoro, credito e dignità alle comunità di valle. Da allora, il movimento cooperativo è cresciuto e si è evoluto, ma oggi si trova davanti a una sfida decisiva: coinvolgere le nuove generazioni.

Il recente Rapporto Euricse 2025 – realizzato dall’European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises, centro di ricerca trentino di rilievo internazionale – ha messo in evidenza un dato che non lascia indifferenti: meno di un socio su cinque nelle cooperative trentine ha meno di 35 anni. Numeri che preoccupano, perché senza ricambio generazionale non c’è futuro. Eppure, proprio i giovani potrebbero portare quella linfa vitale fatta di innovazione, competenze digitali, sensibilità ambientale e nuove visioni economiche. Nelle Giudicarie qualche esempio già c’è. In agricoltura, diverse cooperative locali hanno aperto le porte a nuove generazioni di soci coltivatori che scelgono produzioni biologiche e di qualità. Nelle cooperative sociali, giovani educatori ed operatori portano professionalità preziose a servizio delle fragilità della valle. E nel turismo, c’è chi investe in nuove forme di accoglienza sostenibile, intrecciando tradizione e innovazione.  Pensiamo anche al progetto “Ci sto? Affare fatica!”, promosso dalla Fondazione don Guetti e adottato da diversi Comuni: un’iniziativa che coinvolge ragazzi e ragazze nelle attività di cura del territorio, dei parchi, degli spazi pubblici, offrendo un piccolo riconoscimento economico e molto di più in termini di esperienza comunitaria. Sono tasselli diversi, ma raccontano la stessa storia: quando si dà ai giovani l’opportunità di “sporcarsi le mani” e sentirsi utili, la risposta non tarda ad arrivare e quando i giovani trovano spazio, responsabilità e fiducia, la cooperazione non solo resiste, ma diventa laboratorio di comunità.  Oggi, come ai tempi di Guetti, la vera forza delle Giudicarie sta nella capacità di fare insieme. Sta alle nuove generazioni raccogliere il testimone e sta al mondo cooperativo saperlo consegnare, con coraggio e visione. La domanda allora è semplice: i giovani troveranno lo spazio per diventare protagonisti della cooperazione? E noi, come comunità, saremo capaci di affidarci al loro entusiasmo e alla loro energia? In un mondo che sembra sempre più individualista, diffidente e a tratti egoista – persino in territori come i nostri, dove la qualità della vita è alta – non possiamo dimenticare che il benessere non è mai solo personale. Ogni azione, se guidata dallo spirito cooperativo, porta vantaggi non solo al singolo ma a tutta la comunità. Per i giovani questo significa non soltanto opportunità di lavoro o di impegno, ma anche l’apertura a visioni culturali nuove, a insegnamenti e a modi diversi di rapportarsi con gli altri. È forse questa la sfida più bella: fare cooperazione per costruire comunità, oggi come ieri.