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I miei articoli

Dal 2012 collaboro con il Giornale delle Giudicarie.
Di seguito puoi trovare tutti i miei articoli.
Buona lettura!


Donne rurali delle Giudicarie: il motore cooperativo che sostiene lo sviluppo locale - Gennaio 2026

Le Giudicarie sono la terra di don Lorenzo Guetti, l’uomo che seppe intuire, prima di molti altri, che la cooperazione poteva essere una risposta politica ed economica alla povertà, all’isolamento e alle disuguaglianze delle comunità di montagna. La sua visione non nacque nei palazzi del potere, ma dall’ascolto attento di una società fragile, segnata dall’emigrazione, dalla fatica e dalla necessità di resistere insieme. La cooperazione, nelle Giudicarie, fu fin dall’inizio un atto profondamente politico: un modo per redistribuire risorse, costruire autonomia, affermare dignità.

 

Ma quella visione non sarebbe stata possibile senza un terreno già preparato. Perché la cooperazione, prima ancora di diventare statuto, cassa rurale o assemblea, era già pratica quotidiana. Non era nata sui libri, ma nelle case, nelle stalle, nei campi. Era nata dalla necessità di aiutarsi, di condividere il poco che c’era, di non lasciare nessuno indietro. Ed è in questo modo di vivere che le donne hanno avuto un ruolo fondamentale, anche se spesso invisibile e non riconosciuto. Mentre la cooperazione prendeva forma come progetto collettivo, politico e organizzato, le donne di valle ne incarnavano già i principi più radicali: la responsabilità condivisa, la fiducia reciproca, l’attenzione al bene comune. Per generazioni hanno portato sulle spalle il lavoro quotidiano e la tenuta delle famiglie e delle comunità, spesso da sole, mentre gli uomini erano lontani per lavoro. Senza titoli né potere formale, esercitavano ogni giorno una competenza essenziale: tenere insieme. Per generazioni le donne di valle hanno portato sulle spalle il lavoro quotidiano: la terra da coltivare, la casa da tenere, i figli da crescere, gli anziani da accudire. Molte volte lo hanno fatto da sole, mentre gli uomini erano lontani per lavoro. Hanno imparato a organizzare, a risparmiare, a fare scelte difficili. Senza saperlo, stavano già praticando i valori della cooperazione: responsabilità condivisa, fiducia reciproca, attenzione al bene comune. Donne che hanno tenuto uniti i paesi nei momenti difficili, che hanno educato al rispetto, al lavoro, alla solidarietà. Donne che non cercavano riconoscimenti, ma risultati: una famiglia che andava avanti, una comunità che resisteva, un futuro possibile per i figli. Oggi quella eredità non è andata perduta. Vive nelle donne che lavorano, nelle imprenditrici agricole, nelle volontarie, nelle giovani che scelgono di restare in valle o di tornarci. Vive nelle associazioni, nei gruppi culturali, nelle iniziative che tengono viva la memoria e allo stesso tempo guardano avanti. E dietro tutto questo ci sono le donne anziane, quelle che hanno vissuto tempi duri e li hanno superati con dignità. Donne che hanno visto il mondo cambiare senza perdere il senso delle cose importanti. Oggi osservano le nuove generazioni con uno sguardo sereno, consapevoli di aver seminato bene. Il loro è stato un lavoro silenzioso, ma decisivo. Cresciute in un patriarcato che non chiedeva permesso, chiamate al lavoro quando ancora avrebbero dovuto giocare. Nella stalla prima dell’alba, nella bottega a respirare polvere di farina, nell’osteria a servire sorrisi che non sempre avevano la forza di fare. Oppure mandate “a servizio”, tra i padroni lombardi, a imparare in fretta che la vita non fa sconti. Svolgevano un compito che nessuno aveva loro spiegato ma che tutte sapevano portare avanti: tenere stretta la famiglia, proteggerla come si protegge un fuoco in mezzo al vento. Lavoravano e tacevano, stanche eppure instancabili, offrendo tempo, dedizione e un amore che non chiedeva nulla in cambio, insegnando la forza senza mai nominarla. Nelle Giudicarie la cooperazione ha un volto umano, e spesso è un volto di donna. Riconoscere il loro ruolo significa riconoscere la vera forza delle nostre comunità: una forza fatta di relazioni, di cura, di responsabilità condivisa. È questa l’anima delle Giudicarie, ieri come oggi.

 

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